Perché promuovere e valorizzare la scrittura a mano nell’era digitale

“Scrivere è permettere a ciascuno di esistere in modo differente….”

Gao Xingjian
premio Nobel per la letteratura 2000 nel suo discorso di ricevimento all’Académie Sédoise – dal libro ‘Trattato di Grafologia – Colo e Pinon’

Questa frase apre la ricerca che ho effettuato nel 2016 in occasione dell’esame per diventare educatore del gesto grafico e ri-educatore della scrittura del corso tenuto dall’Associazione Europee Disgrafie – A.E.D..

Il superamento dell’esame abilitava a diventare Educatori del gesto grafico e ri-educatori della scrittura, titolo riconosciuto dal MIUR.

Scrivere a mano, perche’?

In questa frase è racchiusa l’essenza dell’importanza della scrittura a mano. Nessuna tastiera, nessuna AI potrà mai sostituire o copiare la scrittura umana, che è differente da persona a persona, che cambia nella stessa persona nel corso della giornata, durante una malattia, ed è univoca come il DNA.

Noi siamo la nostra scrittura, esseri unici.

Si può provare ad imitare la scrittura di qualcun altro ma sarà un tentativo, che potrà ingannare i non addetti ai lavori, ma un grafologo riscontrerà nell’imitazione elementi non riconducibili a chi si vuole imitare e di contro constaterà tratti dell’imitatore.

Proprio per l’importanza che riveste la scrittura a mano, oggi più che mai con l’arrivo anche dell’intelligenza artificiale, ripropongo a distanza di quasi dieci anni questo mio elaborato, che era stato pubblicato da A.E.D., poiché ciò che gli studi avevano evidenziato oltre dieci anni fa’, sulla gravità dell’abbandono della scrittura a mano, è sempre più evidente.

Gli studi

Gli studi di neuroscienza presenti parlavano di un rischio nell’abbandonare l’utilizzo e l’insegnamento della scrittura a mano in età scolara, e sopratutto del modello corsivo, di un indebolimento cognitivo nell’apprendimento, di un impoverimento del pensiero.

Quello che sta avvenendo ormai da diversi anni è un incremento di certificazioni per bambini con deficit più o meno rilevanti nell’apprendimento, che possono riguardare la scrittura, l’ortografia, la matematica così come una scarsa capacità di attenzione.

Ogni bambino è un mondo a sé, pertanto non si può generalizzare, ma ciò che è importante comprendere è che un uso molto precoce e invasivo degli strumenti digitali, non aiuta un corretto sviluppo cognitivo d’apprendimento.

A tal proposito qualche anno fa, ho pubblicato un mio articolo dal titolo ‘I bambini non guardano più il cielo’ (https://www.deborahparidigrafologa.it/bambini-guardano-cielo/), si trova sul mio blog, in cui faccio una riflessione su quanti bambini già nel passeggino, quindi molto piccoli, non giocano più con i giochini a loro dedicati, ma impugnano un cellulare, nell’articolo oltre a mie riflessioni sono presenti dati di cosa comporta uno uso così precoce di uno strumento digitale.

E’ importante comprendere che i bambini hanno bisogno, prima di iniziare la scuola primaria, di:

  • sperimentare,
  • toccare,
  • muoversi,
  • avere percezione del proprio corpo,
  • sviluppare la motricità fine,

tutte tappe necessarie per poter poi apprendere la scrittura, che avviene avendo sviluppato tutta questa serie di abilità.

Dopo questa premessa, Vi lascio alla lettura del mio elaborato ‘Perché promuovere e valorizzare la scrittura a mano nell’era digitale’ da cui si può ben comprendere la ragione per la quale in questi ultimi anni, sempre più esperti, dai pediatri, ai pedagogisti, ai neurologi, agli insegnanti chiedono un intervento per limitare questo uso indiscriminato degli strumenti digitali, ed invece quanto sia necessario promuovere l’utilizzo della scrittura con carta e penna.

Buona lettura!